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Articoli su: Emozioni

Le Emozioni: la base di ogni processo di crescita.

Tutto il lavoro terapeutico ha a che fare con un processo di costante lavoro sulle emozioni, per permettere di sciogliere tutti quei blocchi e quelle limitazioni che portano ai nostri più comuni (e meno comuni) problemi quotidiani e cronici. Decodificare e Ricodificare, questo è il processo chiave...

Ogni esperienza equivale a un “vissuto”, ovvero ad un insieme di emozioni, pensieri e comportamenti conseguenti che formano un “pacchetto organizzato" che assume un significato a sé, nel suo insieme, e che funziona come un codice di accesso.
Ogni volta che uno stimolo esterno viene percepito direttamente o è analogicamente collegabile al vissuto, quello stimolo apre la porta d'ingresso principale all'intero pacchetto di esperienze ad esso collegate. E' in questo modo che il Vissuto diviene “risentito”. In quell'istante riviviamo "l'esperienza", a volte in tutta la sua intensità, a volte in maniera meno evidente o impattante, ma sempre come se si stesse svolgendo “Qui” e Ora”.

Come agiscono le Emozioni?

Quando viviamo un'esperienza, la colleghiamo ad un processo di assimilazione e di risposta. Assimiliamo, cioè, quell'accaduto a qualcosa di molto simile che ci è già accaduta e la smistiamo immediatamente in una "stanza" contenente tutte le esperienze già fatte in precedenza ad essa simili.

In questo modo, ad ogni esperienza corrisponde un'attivazione neurale tra le aree del cervello (sinapsi) collegate ad essa. La risposta a quell'esperienza è, ancora prima, emotiva e possiamo individuarla nell'area della pancia, dove risiede il nostro "primo" cervello, quello archetipo e viscerale risalente a quei tempi remoti dove gli esseri viventi strisciavano.

Le viscere, a questo punto, mandano un segnale al cervello e il cervello smista ed elabora, mentre colleziona un nuovo ricordo.

Proprio su questo processo possiamo agire quando, ad esempio, vogliamo cambiare le nostre reazioni e, addirittura, un'abitudine, come potrebbe essere quella di fumare:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1. Inizia con un atteggiamento propositivo e fiducioso: qualsiasi abitudine è frutto di un processo di elaborazione interno delle esperienze che può essere cambiato.

Non essere severo con te stesso e mantieni sempre la giusta fiducia. Sgridarsi non serve ad altro che ad inserire nel nuovo processo elaborativo che stiamo creando, un'emozione clandestina che ha solamente la funzione di sabotare il nostro impegno positivo. 

2. Associa il momento di ricerca di pausa-relax ad un nuovo processo e, soprattutto, ad una nuova risposta. Così, per abbassare i livelli di stress, puoi sostituire la sigaretta con un altro gesto, anch'esso del tutto personale. Potrebbe essere quello di scrivere un pensiero, annotandolo su un taccuino, stiracchiarsi facendo tre profondi respiri, attaccare discorso con qualcuno vicino a te, fare una piccola corsetta, come una lieve camminata, versarsi un bicchiere d'acqua e berlo con tutta calma... insomma, pensa: come puoi ritagliarti "un momento tutto tuo" senza accendere la prossima sigaretta?

Lentamente quel nuovo gesto, quell'abitudine alternativa, prenderà il posto di quella vecchia e, così facendo, avremo apportato qualcosa di migliore e più costruttivo nella nostra vita.

P.S.: ricordiamo che le associazioni che facciamo sono vere e proprie sinapsi, collegamenti neurali e, visto che il cervello è dotato di neuroplasticità, possono essere cambiate in qualsiasi momento.