​© 2015 by Giovanna Kiferle Coaching.

I contenuti di questo sito sono di esclusiva proprietà intellettuale.

Sono vietate l'utilizzo e la riproduzione. All rights reserved.

LA FARINA BIANCA RAFFINATA

perchè evitarla?

 

Per farina bianca raffinata intendo la farina che abitualmente è presente sulle nostre tavole sottoforma di pane, pasta e dolci. Questo tipo di prodotto industriale che non ha quasi più niente di naturale è stato privato di 2 parti fondamentali del seme del grano:

La crusca all'esterno ed il germe all'interno (l'embrione).

 

COSA SUCCEDE A CHI CONSUMA TUTTI I GIORNI PANE, PASTA E DOLCI CON FARINE BIANCHE?

Più prodotti raffinati una persona mangia più insulina deve essere prodotta dall’organismo. L’insulina favorisce il deposito di grasso, il passaggio ad un rapido aumento di peso e di trigliceridi elevati, che può portare a malattie cardiache. Nel tempo, il pancreas diventa così carico di lavoro che la produzione di insulina si blocca, e ipoglicemia (poco zucchero nel sangue) o diabete vengono a galla. . Non è un caso che il diabete sia una delle malattie più diffuse negli ultimi decenni.

Ci sono bambini che nascono già diabetici negli Usa a causa degli errori alimentari dei loro genitori e in Italia la percentuale di celiachia e intolleranza al glutine (presente nel frumento) cresce ogni anno del 10 %.  Inoltre la farina di grano raffinata è il combustibile che alimenta le infezioni e gli alti livelli di zucchero nel sangue creando un terreno fertile per batteri dannosi ed un conseguente indebolimento del sistema immunitario. Ma non è tutto qui, purtroppo la situazione è anche peggio.

Una dieta basata principalmente su questo prodotto è la causa principale di malnutrizione, costipazione, stanchezza e numerose malattie croniche.

 

ALIMENTI KILLER

 

Nessuna meraviglia che la farina bianca faccia parte alla fine dei 5 alimenti killer della nutrizione moderna che sono:

 

  • Le proteine animali (carne, pesce, crostacei, latte, salumi, grana, latticini, uova, e derivati) e i grassi animali saturi inclusi gli Omega3-Omega6 ittici,

  • Lo zucchero raffinato comune (saccarosio bianco), evidente e nascosto, e l’aspartame,

  • I sali inorganici evidenti e nascosti,

  • Il cibo cotto, il cibo concentrato, il cibo devitalizzato, il cibo spazzatura,

  • Le farine bianche raffinate, per l’appunto.

  •  

COME MAI IL COLORE DEL PANE E’ COSI BIANCO RISPETTO A QUELLO DEL GRANO DA CUI E’ STATO PRELEVATO?

Il motivo è semplice: la farina usata per fare il pane bianco è sbiancata chimicamente, proprio come quando usi la candeggina per sbiancare i tuoi vestiti. Così, quando mangi il pane bianco, mangi anche i residui chimici degli sbiancanti. I produttori industriali di pane usano prodotti chimici differenti per lo sbiancamento che sono tutti abbastanza nocivi.  

Eccone alcuni:

  • l'ossido di azoto,

  • di cloro e nitrosyl

  • perossido di benzoile miscelato con sali chimici vari.

 

Un agente sbiancante, l'ossido di cloro, combinato con le proteine qualunque siano, ancora rimaste nella farina, produce allossana.

 

L’ALLOSANA E L’ACRILAMIDE 

Le farine vengono persino sbiancate chimicamente con ossido di azoto e di cloro, formando un potente veleno che si chiama allosana, usato per causare stati diabetici negli animali da laboratorio.

I ratti da laboratorio, nutriti a farine raffinate, muoiono comunque nel giro di una settimana. Siccome nessuno mangia farine crude ma viene loro applicato il calore del forno, i carboidrati cotti oltre i 110°C formano la acrilamide, potente veleno scoperto di recente.

L'ossido di cloro serve anche ad allungare la durata di conservazione della farina, ma non è propriamente salutare.

Inoltre, nel processo di produzione di farina bianca, la metà degli acidi grassi insaturi, che sono ad alto valore alimentare, si perdono nel processo di fresatura , e praticamente tutta la vitamina E è perduta con la rimozione di germe di grano e crusca.

Come risultato, il resto della farina del pane bianco che si acquista, contiene solo proteine di scarsa qualità e amido modificato.

VALORE NUTRITIVO DELLA FARINA E PANE BIANCO CHE ACQUISTIAMO  

Contiene quasi esclusivamente amido e proteine di modesta qualità (9-13% circa). Durante il processo di raffinazione vengono persi all'incirca:  

 

  • la metà dei preziosi acidi grassi polinsaturi

  • quasi tutte le vitamine

  • il 98% del magnesio

  • l'80% del ferro

  • il 75% del manganese

  • il 70% del fosforo

  • il 50% del calcio

  • il 50% del potassio

 

I valori possono variare ma tutti i dati confermano la distruzione della maggior parte degli elementi vitali nel corso del processo di raffinazione spinta.

L'osservazione di questa tabella comparativa ci dice che consumare alimenti prodotti con farina integrale (meglio da agricoltura biologica) come la pasta ed il pane integrali, è una forma di alimentazione a più elevato valore nutritivo e meno dannosa all’organismo di una dieta ricca di cibi prodotti con farine raffinate. 

Per gli alimenti composti da farina bianca si parla opportunamente di “calorie vuote” in quanto assumendo troppi carboidrati semplici si giunge alla situazione simile a quella dell'assunzione degli zuccheri descritta nella newsletter n.1 con:

  • aumento del glucosio nel sangue (ha lo stesso indice glicemico dello zucchero)

  • produzione di insulina (essenzialmente ormone dell'accumulo e immagazzinamento del grasso)

  • impedimento al riutilizzo del grasso

  • soppressione del glucagone (ormone che favorisce il consumo dei grassi e degli zuccheri)

  • soppressione dell'ormone della crescita (che è quello che favorisce l'aumento della massa muscolare a scapito di quella grassa)

  • aumento della sensazione di fame (per il calo del livello zuccherino nel sangue conseguente al picco di insulina).  

 

Si può comprendere come l'eccesso di carboidrati faccia ingrassare, impedisca l'utilizzo del grasso accumulato da parte del nostro organismo quindi renda impossibile la diminuzione del peso corporeo e, nello stesso tempo, faccia aumentare lo stimolo della fame con una duplice possibilità:

  • se non si mangia abbondantemente facendo frequenti spuntini, ci si sente instabili, di cattivo umore, e inclini ad abbandonarsi a rovinose ricadute

  • se si segue lo stimolo della fame e si continua a mangiare molto, si rischia di diventare obesi, perdere l'autostima e andare incontro a sintomi quali l'affaticamento, la sonnolenza, la difficoltà di concentrazione e di apprendimento, l'indebolimento della memoria, il gonfiore intestinale per poi giungere a patologie più gravi.

 

ALTRI GUAI CAUSATI DAL CONSUMO DI FARINA BIANCA

Chi ha provato ad impastare la farina integrale per fare il pane o la pasta in casa sa come sia difficile "legare" l'impasto. Per avere una buona coesione della farina e dare forma all'impasto viene aggiunta della farina bianca che fa da collante.  

Infatti la farina bianca veniva usata, sciolta in acqua, per attaccare i manifesti o per rilegare i testi antichi. E' proprio questa proprietà che, sopratutto nell'ultima parte dell'intestino, il colon, crea degli strati collosi che, col tempo possono diventare  incrostazioni molto spesse e restringere il passaggio intestinale.

Secondo il professor Arnold Ehret, metà delle persone hanno un accumulo nell'intestino di parecchi chili di scorie mai eliminate.

Anche il dr. Jensen, sottolinea come tutto questo materiale determina un cattivo funzionamento dell'intestino, e provoca una contrazione eccessiva o insufficiente con possibile alterazione della flora batterica intestinale.

Si possono verificare delle infiammazioni delle pareti intestinali con perdita dell'impermeabilità delle stesse a sostanze tossiche, parassiti o particelle di cibo non ben digerite che entrano così in circolo nel nostro corpo tramite il sangue o altri liquidi organici.  

Le conseguenze possono essere: emicranie croniche, allergie, acne, psoriasi ed altre malattie della pelle, disturbi alla prostata, diverticoli, gravi costipazioni, prolassi intestinali, artriti, reumatismi, disturbi cardiaci, asma, problemi respiratori, noduli al seno, perdita di vitalità, stanchezza, depressione, mancanza di concentrazione, aggressività, attacchi di panico, infezioni, infiammazioni, poliartrite, problemi ai capelli, parassitosi intestinale che porta a digrignare i denti nella notte e diverse altre ancora.

 

La farina bianca 00 è un alimento in voga ed in auge negli ultimi 60 anni, presente in pane, pasta, pizze, panini, merendine e dolci. Anche se derivata dai cereali, spesso geneticamente modificati in peggio, nulla ha di naturale essendo stato ogni suo chicco privato di due parti fondamentali come la fibra e la crusca esterna, e il germe di grano o embrione interno.

Questo implica una perdita netta di preziosi micronutrienti. 

 Se ne va l’80% di tiamina B1, il 60% di riboflavina B2, il 75% di niacina B3, il 50% di acido pantotenico B5 e il 50% di piridossina B6, il 50% del calcio,, il 70% del fosforo, l’80% del ferro, il 98% del magnesio, il 75% del manganese, il 50& del potassio e il 65% del rame.
Gli zuccheri semplici e i carboidrati raffinati (farina bianca, pasta, lavorati, cibi devitalizzati, etc..) richiedono poco metabolismo ed entrano nel flusso sanguigno rapidamente.

Il pancreas, l'organo che regola la quantità di insulina che viene rilasciata nel sangue, è indaffarato dall' improvviso aumento di zuccheri 

Il risultato di tutto questo è una forte diminuzione della glicemia (solitamente entro un'ora), e una conseguente sensazione di letargia, confusione mentale, debolezza e senso falso di "fame! 

 

TUTTO QUESTO PORTA FORTE ACIDITA’, CAUSA PRINCIPE DI OGNI MALATTIA 

Come se non bastasse, questo fa in modo che lo zucchero causi l'aumento di peso, non solo a causa del suo innaturale contenuto calorico, ma in realtà perché altera il metabolismo!

Che cosa significa cio?

Ecco cosa significa: se due gruppi di persone sono alimentate con lo stesso numero esatto di calorie, ma un gruppo prende le sue calorie dello zucchero e da prodotti raffinati, mentre l'altro gruppo consuma le calorie sotto forma di cereali integrali, frutta e verdure, il primo gruppo aumenta di peso, mentre l'altro no.

Questa constatazione ci viene da studi pubblicati da parte del Ministero della Salute degli USA.

Come abbiamo visto quindi poche sostanze nutritive sintetiche sono aggiunte nuovamente alla farina bianca che viene poi chiamata "arricchita".

In realtà non c'è stato alcun reale "arricchimento" del prodotto originale, ma l'inganno e la distruzione della vita di una delle tante creazioni perfette che troviamo in natura.

 

 

Non lasciatevi ingannare da prodotti che vengono pubblicizzati come cereali integrali, ma effettivamente non lo sono. Possono avere una qualche quantità di cereali integrali all'interno, ma ci possono essere un sacco di altri ingredienti inutili e malsani.

Per esempio, se il pane è morbido è molto difficile che sia davvero integrale. Assicurati di leggere tutti gli ingredienti con cura su tutti i prodotti che compri.

Se hai ancora la tendenza a mangiare cereali acquista soprattutto cereali integrali in chicchi, ce ne sono di innumerevoli qualità e tutti buonissimi.

 

 

L'uomo che sussurra alle vigne.

L'uomo che sussurra alle vigne.

Uno studio pubblicato un annetto fa sulla rivista BMC Ecology e condotto da Monica Gagliano, ecologa evoluzionista della University of Western Australia, ha dimostrato che le piante addirittura parlano tra di loro, scambiando informazioni attraverso dei segnali acustici. Secondo i risultati della ricerca, le piante utilizzano questo metodo principalmente per conoscere i propri vicini - si dedicano ai classici pettegolezzi da pianerottolo, insomma. La piantina di peperoncino, ad es. interroga le piantine vicine chiedendo loro chi sono. Quando le viene risposto: “Ciao, sono il Basilico!”, il peperoncino ricambia il saluto sorridendo, perché il basilico è un buon vicino visto che inibisce lo sviluppo di erbacce e parassiti. Se invece le risponde la cipolla, si agita un po’, perché si sente messa in competizione. Naturalmente questo è quanto accade in un orto qualsiasi. Nei vigneti toscani dell’articolo, le viti discutono invece di musica.

Carlo Cignozzi. Più sei vicino alla pianta meglio è. Più la musica invade con questi pacchetti di energia discreta sonora e armonia, meglio è. Chi vuole, se lo può fare anche a casa. Non c’è bisogno di invocare università o grandi compagnie internazionali. Potete farlo anche con il buon gusto e la sensibilità. Molte donne che vengono a visitare il mio vigneto dicono "io parlo con le piante, io ho un rapporto con le piante". Io le capisco. Quando le piante hanno una emotività vicina, delle onde di emozioni, rispondono. Figuriamoci con la musica. 
Io ho scelto Mozart per un semplice motivo, lui è uno dei più grandi compositori. Nella musica di Mozart ci sono le frequenze di Fibonacci. Fibonacci è un matematico pisano del medioevo e anche un grande botanico. Aveva scoperto che nella natura ci sono dei numeri, delle sequenze, che seguono il numero delle foglie, dei fiori, il numero anche delle righe su certi animali, tutto ciò che è geometrico e matematico, in natura risponde a una serie di frequenze, che si chiama frequenza di Fibonacci, cioè due numeri. I due numeri sommati danno il terzo e così via. Il grande Mozart che cosa aveva fatto? Era rimasto impressionato da questa sequenza di Fibonacci e ne aveva trasmesso le sequenze nella sua musica. Non è stato l’unico, ci sono stati anche altri compositori che hanno fatto questo, ma per me è stato illuminante. Mi sono detto: Mozart è anche un compositore della natura e se è un compositore della natura premiamolo e mettiamo la musica di Mozart, che comprende tante frequenze morbide. Una musica profonda, discreta, elegante, ripetitiva, geometrica. E' un'onda benefica.

L'uomo che sussurra alle vigne è anche il titolo di un libro, che parla di me,
io non sono uno scienziato, però credo che la musica sia una componente talmente importante per la nostra vita che coinvolgere anche le piante e gli animali non sia una cosa sbagliata. Anzi. è una cosa utile. Mi auguro solo che questa metodologia - che è stata premiata anche dalle Nazioni Unite nel 2011 e ci ha inserito nei 100 progetti più eco-sostenibili del mondo - possa partire orgogliosamente dalla Toscana, da Montalcino, per investire anche tutti gli altri posti dove c’è agricoltura e viticoltura, per arrivare a uno scopo: uccidere OGM e chimica! Se le frequenze possono fare quello che fa la chimica con i suoi effetti devastanti e gli OGM, saremo tutti felici. Carlo Cignozzi, avvocato e agricoltore.


Carlo Cignozzi - Questo è un territorio magnifico, siamo a Montalcino, in un podere antico che ha quasi mille anni. Si chiama Paradiso di Frassina. Io sono capitato qui, in Val d’Orcia, 15 anni fa, in questo perdersi di colline dove non c’è nessuna bruttura. C’è solo arte, cultura. E' un posto unico al mondo. Non per niente è patrimonio dell’umanità. Io sono venuto qui alla fine degli anni 90, e ho capito che in questo posto si poteva fare qualcosa di straordinario: mettere la musica. In questo magnifico posto, dove si faceva il mitico Brunello, io ho avuto questa illuminazione: se gli orientali, che sono i migliori osservatori della natura hanno detto che la musica e le frequenze sonore possono aiutare la natura a crescere meglio, io voglio seguirli, non so che cosa sarà. 
Facevo l’Avvocato, però mi piaceva capire che cosa avrebbe potuto succedere con le onde sonore e la vigna di Brunello che mi apprestavo a fare. Ho iniziato a fare questa sperimentazione da solo. Poi ho notato che con le prime casse musicali messe negli angoli dei filari c’era una vita migliore, il metabolismo era accelerato, c’erano dei processi fisiologici migliorativi. Successivamente ho iniziato a collaborare con l’università di Firenze, con il grande professore Mancuso, che è un'autorità nel campo della cosiddetta neurologia vegetale. Abbiamo fatto un capitolato di ricerca anche con l'Entemologo professor Luchi, dell’università di Pisa. Nel giro di pochi anni abbiamo capito che le frequenze sonore, così come la luce, riescono a dare una vita e un metabolismo migliorativo a tutta la pianta. 
C’è stato un boom mediatico, qui sono venute tutte le televisioni del mondo. A un certo punto negli Stati Uniti di America, un personaggio - Amar Boose - uno dei più grandi intelletti dell’audio, che a Boston si era nutrito con il MIT di grande fervore scientifico sull'acustica, aveva creato la sua compagnia: la Boose Corporated, la Roll Royce del suono. 
Questo signore mi ha visto alla televisione, a Good Morning America, e mi ha aiutato. Io, qui, da questo posto, da questa Toscana, da queste istituzione, dall’Italia, dall’Europa, non ho ricevuto un Euro. Il professore Boose è arrivato qui attraverso il suo senior advisor. Mi ha dato una lettera, e pensavo che mi volesse vendere i diffusori a caro prezzo della Boose. Ho risposto: guardate che io non ce la faccio a pagare i diffusori della Boose. E quell'uomo mi risponde: io sono qui solo per darle questa lettera. Allora la apro e trovo scritto: "Carlo non ti conosco, ma io sono induista, e come tutti gli induisti io credo nella vibrazione universale. La musica è la più bella vibrazione che noi possiamo cogliere, ma noi umani non dobbiamo essere presuntuosi, perché questa vibrazione, che è la musica, non è fatta solo per noi, ma è per tutto il mondo biologico, comprese le povere piante che rappresentano il 98 per cento del mondo biologico in questa terra. I follow you, ti aiuterò". 
Questa è stata per me una cosa meravigliosa, ho iniziato a collaborare con questo personaggio e questo personaggio mi ha dotato di un centinaio di diffusori di ultima generazione, a allo stesso tempo ha aiutato anche l’Università di Pisa e di Firenze. 
La musica è una vibrazione utile all'uomo. Noi abbiamo bisogno di musica. Hai mai visto - dallo sciamano ai grandi concerti degli anni 2000 - che l’uomo abbia detto no alla musica? No! Ha iniziato con il ritmo, la percussione, con la melodia, la voce, e con la armonia, la composizione di vari suoni, ad avere ingresso in un mondo nuovo, che è il mondo della musica e dell’armonia. Nessuna civiltà umana ha fatto a meno della musica, questo ci fa pensare. E il discorso non riguarda solo gli uomini. Nel Medioevo, ad esempio, i monaci francesi con le loro ricerche e osservazioni, avevano notato che mettendo la stalla vicino al coro dove si esibivano i canti gregoriani, le mucche di quelle stalle producevano più latte e di una qualità migliore. 
Lasciamo stare Pitagora, Newton, tutto quello che è stata la ricerca della musica e armonia dal punto di vista dell’uomo o anche dal punto di vista matematico, geometrico e fisico. Io non sono uno scienziato, però credo che la musica sia una componente talmente importante per la nostra vita che coinvolgere anche le piante e gli animali non sia una cosa sbagliata. Anzi. è una cosa utile. Mi auguro solo che questa metodologia - che è stata premiata anche dalle Nazioni Unite nel 2011 e ci ha inserito nei 100 progetti più eco-sostenibili del mondo - possa partire orgogliosamente dalla Toscana, da Montalcino, per investire anche tutti gli altri posti dove c’è agricoltura e viticoltura, per arrivare a uno scopo: uccidere OGM e chimica! Se le frequenze possono fare quello che fa la chimica con i suoi effetti devastanti e gli OGM, saremo tutti felici.

 

Federico Ricci

Sono Federico Ricci, agronomo e enologo del Paradiso di Frassina a Montalcino, azienda biologica dove stiamo sperimentando dal 2006 l’effetto delle onde sonore sulla vite. Una cosa molto particolare, siamo seguiti dall’università di Firenze e di Pisa. L’università di Firenze studia gli effetti delle onde sonore sulla Vite, quella di Pisa invece gli effetti del suono sugli insetti che volano in vigna. 
Bene, i risultati sono fenomenali, in quanto per ciò che riguarda la pianta ci siamo resi conto che le onde sonore, la musica classica, quindi le basse frequenze, le vibrazioni, stimolano dentro la pianta un maggiore scambio di ioni di potassio e calcio tra le cellule. La pianta è più resistente alle malattie in generale. Noi che siamo una azienda biologica possiamo ridurre di più del 50% le dosi di rame e di zolfo che diamo in vigna per i trattamenti, e la pianta comunque è stimolata anche a lavorare di più e quindi a produrre di più, e ad anticipare l’epoca di maturazione, che è molto importante, perché così andiamo a vendemmiare in periodi più tranquilli, senza il rischio di piogge, di muffe, di umidità. 
Queste sono due effetti molto molto importanti, perché ridurre la quantità di Rame e di Zolfo in Vigna vuole dire anche avere un terreno più sano, falde acquifere più sane, ma anche poi un grappolo e un vino più sano, questo è inevitabile. 
Gli studi dell’università di Pisa invece si concentrano, appunto, come dicevo prima sugli insetti che volano in vigna. Ci siamo resi conto, mettendo diverse trappole nei vigneti sia nelle piante, nei punti dove c’è il suono e dove non c’è il suono, che gli insetti utili restano in vigna (sono quelli importanti per l’impollinazione di tutte le piante). Gli insetti dannosi, invece, se ne vanno via, in particolare modo le cicaline, che sono quelle che causano una malattia molto importante, cioè la flavescenza dorata. Come mai la musica allontana questi insetti? Perché questi comunicano tra maschio e femmina con vibrazioni del proprio corpo sulla pianta. Le onde sonore emesse dalle nostre casse fanno sì che mandino in confusione questi insetti, non si riconoscono più, il maschio non trova più la femmina, quindi se ne vanno in posti più tranquilli per comunicare. E quindi abbiamo la possibilità di non trattare la pianta contro questa malattia e quindi anche in questo caso si hanno grappoli più sani e un vino sicuramente più sano e naturale. 


 

RICERCA: I traumi passano (geneticamente)

Le nostre insicurezze? Sono ereditate geneticamente!

 

Dopo aver fondato la Psicogenetica e la Psicologia trascendentale, sono stati molti, negli anni, i capitoli felici che hanno dato soddisfazione a questo approccio. Nella terapia, nei seminari, workshops e in tutti i nostri vari appuntamenti parliamo spesso della relazione tra genetica e psiche, una relazione che si basa sull'assunto teorico che gli "imprinting", o "valori infranti", si trasmettono di generazione in generazione finchè non vengono "risolti", materia, questa della Psicologia Trascendentale. In questi giorni è stata pubblicata una ricerca fondamentale che sottolinea l'importanza di questo approccio per la risoluzione di alcuni importanti disagi della nostra vita. Voglio riportare qui la notizia.

 

Le esperienze negative passano di generazione in generazione

 

Lo afferma una ricerca svizzera, condotta su topi da laboratorio.

Molte delle nostre insicurezze e delle nostre paure le abbiamo ereditate geneticamente dai genitori e, probabilmente, le passeremo ai nostri figli e nipoti. Ricercatori svizzeri, dopo una ricerca condotta su topi da laboratorio, affermano che i traumi vengono trasmessi di generazione in generazione; la chiave del processo è nell'Rna, un polimero simile al Dna. Le esperienze negative sono nel nostro patrimonio genetico.La chiave è l'Rna - Il nostro codice genetico comprende perciò anche le paure e i traumi vissuti dai genitori. Un meccanismo di trasmissione che interesserà poi anche le generazioni successive.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La scoperta arriva dall'Università di Zurigo , dove un gruppo di ricercatori ha individuato i componenti chiave di questo processo nell'Rna, un polimero (ovvero una molecola dall'elevato peso molecolare) simile al Dna. Qui sono contenute piccole frazioni di materiale genetico, che veicolano il "ricordo" delle esperienze negative degli avi.

 

Studi sui topi 

Gli studiosi hanno analizzato il comportamento di topi da laboratorio, pubblicando i risultati sulla rivista Nature Neuroscience. Sono stati confrontati animali adulti esposti a traumi con altri topi non traumatizzati. Studiando il numero ed il tipo di Rna nei roditori sottoposti a stress, è stato scoperto che le condizioni negative alterano la quantità di Rna nel sangue, nel cervello e nello sperma. Le modifiche causano una trasmissione sbagliata nei processi cellulari controllati proprio da questi frammenti di materiale genetico.

 

Trasmissione  

Il tutto viene trasmesso ai figli e successivamente ai nipoti. "Siamo riusciti a dimostrare per la prima volta che le esperienze traumatiche influenzano anche il metabolismo nel lungo termine e che questi cambiamenti sono ereditari", hanno spiegato i ricercatori. Gli effetti sul metabolismo e sul comportamento si sono trasmessi anche fino alla terza generazione.

 

 

Una ricerca che conferma quanto sia importante il vissuto, le emozioni e gli impatti importanti e non risolti nella nostra vita, e in quella dei nostri parenti e avi.

L'albero genealogico è una catena altamente significativa di eventi che si sommano e si distribuiscono determinando in modo fattivo la realtà di oggi e il modo in cui la possiamo interpretare.

 

Di più:

una nuova prospettiva si apre per quanto riguarda la scienza che tratta l'evoluzione delle specie che oggi sappiamo più che mai essere influenzata dagli aspetti emotivi.

Ricevere e dare sono parte di un unico universo. Sono facce della stessa moneta. Infatti, se ci pensiamo bene, quando c'è uno che riceve, necessariamente dall'altra parte c'è uno che dà.

"Le sono davvero riconoscente"

"Grazie"... "prego!"

Anche un semplice buongiorno innesca una serie di meccanismi comportamentali difficili da fermare. Semplicemente, quando riceviamo qualcosa ci sentiamo motivati a ricambiare con lo stesso peso e nella stessa misura. Alla base di questo concetto di reciprocità c'è quello che alcuni sociologi chiamano homo reciprocus, per analogia con l'homo oeconomicus. Così come Alvin Goldener, della Washington University a Saint Louis, nel Missouri, pensa che esista una regola universale di reciprocità frutto dell'eredità evolutiva, così questo modello o atteggiamento appare essere una vera e propria conquista del genere umano. Infatti, nella storia del nostro passato, alle origini l'uomo tendeva a tenere per sé o per lo più, combatteva per la propria famiglia e per la sopravvivenza della propria specie e della propria casta. Nel tempo, via via si è espanso il concetto di società allargando il suo campo di interesse e di azione. Oggi l'ambiente in cui possiamo agire con reciprocità è decisamente più largo e va di pari passo con la consapevolezza di chi siamo, come individui e come collettività. Oggi più che mai, dunque, siamo animali sociali e come tali abbiamo bisogno di scambiare e sempre di più dipendiamo gli uni dagli altri.


Pensiamo ad esempio quante volte ci capita di preferire un negozio piuttosto che un altro perchè il titolare o le commesse sono più gentili e più accoglienti quando ci salutano con un buon giorno. Se il barista ci versa il bicchiere d'acqua accanto al caffè senza che glielo abbiamo chiesto, o ci fanno un sorriso quando entriamo in una stanza, questo in qualche modo ci riempe il cuore di qualcosa di più di un semplice regalo materiale, qualcosa che ha a che fare con un emozione e questo sembra essere, infondo, il fattore di scambio più importante: generare un'emozione.

 

Possiamo trasferire questo concetto facilmente nel campo della vendita o del lavoro persino in quello della scuola. Se sei un alunno che ha bisogno di ottenere un buon voto, è inutile mettere il broncio ed arrivare a scuola con quella faccia terrorizzata. Quello che potresti fare, invece, è salutare cordialmente la professoressa, farle un bel sorriso e, con modo garbato magari spiegare che per l'interrogazione ti rendi disponibile per la prossima volta. E' il vecchio e antico rituale della mela donata al maestro severo, semplicemente per addolcirlo un po': sarà più difficile farlo infuriare con noi l'attimo dopo...

Allo stesso modo, se nell'ambito lavorativo abbiamo a che fare con colleghi antipatici o con un capo che sembra più un dittatore, spesso e volentieri è controproducente combatterlo lamentandosi tra colleghi, o entrare in ufficio con il disappunto dipinto sul viso. Il conflitto è spesso molto più sconveniente rispetto al gesto altruistico e cortese; aprire una porta al collega e concedere una precedenza, così come offrire un caffè, o magari fare un lavoro che non ci compete al posto di qualcun altro, anche piccolo e semplice senza che nessuno ce lo chieda, e che magari risolva il problema di quel nostro collega così antipatico, può aprirci le porte della reciprocità.

Così, se vogliamo vendere un prodotto o un servizio, non passiamo il tempo a cercare di convincere sommando concetti su concetti sovraccaricando di parole il nostro interlocutore. Invece, facciamo un piccolo gesto, salutiamo con una pacca sulla spalla, offriamo un succo di frutta, magari sacrifichiamo una parte della nostra commissione per concedere un piccolo sconto, o un omaggio. Questo rendersi disponibili offre l'opportunità di ricambiare. Infondo, alla bse del marketing c'è uno scambio: io dò qualcosa a te, tu dai qualcosa a me. Gli americani la chiamano transazione win-win, dove tutti vincono e tutti guadagnano.

Insomma, se vogliamo vincere nella vita diamo qualcosa in più di quello che ci si aspetterebbe da noi, in ogni situazione. In questo modo la nostra esistenza sarà più gratificante e potrà rivelarsi giorno dopo giorno un pochettino più facile. Seguiamo questa banale equazione che sembra paradossale ma che funziona sempre: fai di più per dover fare di meno! O meglio, dai di più per ottenere di più! 

Un unltimo segreto: ricordati sempre di divertirti nel farlo. Infatti, il divertimento, il gioco, è l'atteggiamento del bambino, il quale facilmente compie gesti senza chiedere nulla in cambio, gesti gratis come un sorriso, come un abbraccio, come un saluto appassionato. Alla bse di questo comportamento c'è l'entusiasmo e al centro di questo il compiere un gesto dedicato all'altro che riveli qualcosa in più su noi stessi. Anche aprire la propria intimità, che spesso invece tendiamo a nascondere così come celiamo ogni azione istintiva per paura di scoprire le nostre difese. Fare qualcosa per l'altro senza entusiasmo, vuol dire infondo che non ci crediamo o che ci aspettiamo qualcosa in cambio. Una modalità che nasconde una certa dose di rabbia da reprimere, da accumulare, e il messaggio: "si, però adesso non mi scocciare più!". Non funziona. 

 

Quello che funziona è "dare" con la piacevolezza del gesto. Giocare a dare

Lo Spunto:

trattato sulla "sfiga"

Vedi altri Articoli

Una lettera Aperta

 

Carissima Giovanna,

da troppo tempo sono rimaste bloccate nella mia mente queste righe e finalmente mi sono presa il tempo per scriverle. Scusami.

Credo sia consuetudine un po’ per tutti, durante gli ultimi giorni dell’anno, fermarsi con se stessi e fare un minimo di bilancio della propria vita, ripercorrere e rivisitare con il pensiero i luoghi e le esperienze vissute, rincontrare con il cuore le persone e riflettere sul senso del proprio percorso. Riprendere in mano il 2012, per me è stato davvero gratificante: l’ho identificato come l’anno dell’incontro, prima di tutto con me stessa, con la consapevolezza che sono importante e che valgo e poi dell’incontro con persone che mi hanno lasciato un tatuaggio nel mio animo e nello spirito. Tu Giovanna, non solo sei tra queste, ma sei al primo posto. Forse non ti sei resa pienamente conto del miracolo che hai realizzato in me e nella nostra famiglia, ma così è stato ed è doveroso trasferirtelo.
L’esperienza di Pittigliano è stata come uno spartiacque tra il prima e il dopo… sicuramente dirai che la materia prima era buona, ma da soli non avremo potuto fare nulla e così è stato. Ti sei manifestata come un angelo che ha fatto da ponte tra il divino e l’umano, la rivelazione che apre gli occhi non solo del fisico, ma anche quelli dell’anima i quali mi hanno fatto vedere, sentire e vivere pienamente l’energia che c’è intorno e dentro di noi.
Ho imparato a dire che siamo tutti creature meravigliose, solo che qualcuno ha subito qualche danno in più rispetto ad altri e che il percorso è più ostacolato.
Ho imparato a radicarmi e nutrirmi dell’energia e soprattutto ho toccato con mano la potenza nel donarla. Proprio a riguardo mi è capitato un paio di mesi fa, di fare un’esperienza particolarmente toccante e profonda con Sara (la nostra seconda figlia che è in Inghilterra), mentre attraversava un periodo molto difficile.
La cosa più preziosa poi, è il fatto di aver condiviso pienamente tutto questo con Roberto e Veronica (in parte anche con Eleonora). Il parlare ora la stessa lingua, il riuscire e il poterci raccontare e il saper ascoltare le nostre giornate, il nostro vissuto con la consapevolezza di non venir fraintesi, è meraviglioso.

Ho ricevuto tantissimo e ogni giornata mi riserva qualcosa di splendido. Grazie, grazie, grazie!!!
Grazie a te Giovanna, grazie a Dio perché sei un suo dono. Grazie per tutto quello che hai fatto vibrare e per le chiavi d’oro che mi hai messo nelle mani, destinate ad aprire canali che non avevo la consapevolezza di avere.
Ti auguro di continuare ad essere un angelo per tantissime altre persone e di riuscire a irradiare la tua luminosità e la tua forza. Io, da parte mia, anche se non ho capito ancora bene quale sia lo scopo della mia vita, colgo tutto questo come un dono prezioso e quotidiano, come un faro che mi indica la strada da percorrere per essere luce, sorriso, accoglienza, maternità….

Ti sono e ti sarò sempre grata e riconoscente.
Un abbraccio

E' ovunque intorno a noi. Ne siamo circondati e tentiamo di sfuggirle in ogni istante e in ogni modo con rituali e gesti. Le imputiamo la maggior parte dei nostri mali e dei nostri problemi. Se la nostra squadra di calcio perde, è colpa sua. Se al lavoro ci licenziano, è colpa sua. Se incontriamo traffico e ci si buca la ruota della macchina, è sempre e solo colpa sua. E' la sfortuna! Compagna sleale di mille avventure.

 

Iniziamo con tutta una serie di buone abitudini della nostra tradizione da dover prendere se vogliamo chiamare a noi la fortuna e, soprattutto, allontanare la sfortuna!

Innanzitutto, appendete all’ingresso della vostra casa un ferro di cavallo, lo avrete sentito come consiglio mille volte. Versate durante il pranzo e la cena del sale sul vostro tovagliolo, porta davvero molta fortuna! Non passate, invece, il sale da mano a mano ma abbiate l'accortezza di poggiarlo sul tavolo allungandolo semplicemnete verso il vostro commensale. Eviterete di sobbarcarvi delle sue "sfighe"!

Poi, portate con voi il famoso cornino, pare sia veramente di buon auspicio. Se durante la giornata mentre vi pettinate, il pettine vi cade (o cade un quadro), evitate di giocare al lotto, al casinò e, comunque, qualsiasi tipo di azzardo. A proposito di lotto: dormite con una collana di fagioli intorno al collo, aumenterà le possibilità di sognare o indovinare i numeri vincenti! Non passate mai, ovviamente, sotto una scala, non incrociate la strada con un gatto nero, non rompete specchi, soprattutto non di proposito.

Ecco le basi del bravo scaramantico. Chi volesse, può poi crearsi rituali personalizzati. Ad esempio, mettersi gli stessi calzini prima di giocare una partita di calcio, senza mai lavarli, può allontanare la sfortuna certamente, ma anche gli amici! Chissà, probabilmente potrà anche farvi segnare il gol della vittoria. Conoscevo un tizio che lo faceva e, non solo non segnava mai, ma alla fine non lo hanno più chiamato a giocare! Cambiò rituale e tutto andò a posto (nonostante continui a segnare poco).

 

Ma servono davvero tutti questi riti? Che motivo hanno di esistere? Sono tutte sciocchezze o davvero la sfortuna è intorno a noi, incombente, e riti e amuleti servono per allontanarla come un infausto nemico?

 

Nonostante gli scaramantici, come i bravi aruspici (l'aruspicina era l'arte divinatoria che consisteva nell'esame delle viscere (soprattutto fegato ed intestino) di animali sacrificati per trarne segni divini e norme di condotta), esistano fin dalla notte dei tempi, molti saggi pensatori nella storia si sono battuti aspramente per debellare la sola idea della sfortuna, e l'uso improprio che se ne fa comunemente. "Homo faber fortunae suae" diceva il latino Appio Claudio Cieco, cioè l'uomo è costruttore della sua fortuna. In sostanza, Cieco (inconsapevole, forse, che anche la sfortuna è "cieca") cercava di spiegare che la sfortuna, in realtà, non esiste e che tutto ciò che ci accade dipende, innanzitutto, da un atteggiamento o da una predisposizione ad agire in modo corretto.

Più recentemente Richard Wiseman nel suo libro "Fattore Fortuna" parla di modelli mentali inconsci delle persone fortunate: il primo è un atteggiamento ottimistico per creare eventi favorevoli, il secondo è un atteggiamento di accettazione degli eventi accaduti. Wiseman, in sostanza, pensa non solo che siamo in grado di attrarre eventi favorevoli col giusto approccio, ma che in sostanza siamo noi che attribuiamo ad un evento un'interpretazione. Che un evento sia fortunato o sfortunato lo decidiamo noi... dopo! L'accadimento di per sè, per Wiseman, è neutrale. Il vero segreto, dunque, sta nella capacità di interpretarlo, nel saper cogliere a proprio vantaggio le potenzialità e le risorse in tutto ciò che accade e questa capacità è dentro di noi

I risultati delle ricerche di Wiseman supportano la tesi secondo cui gli sfortunati vedono "il bicchiere mezzo vuoto", mentre i fortunati "mezzo pieno". In alcuni esperimenti, infatti, Wiseman chiese ai soggetti (400 persone, dai 18 agli 84 anni, una metà dei quali si riteneva molto fortunata e l'altra metà molto sfortunata) di immaginare di essere stati testimoni di una rapina a mano armata, durante la quale sarebbero stati lievemente feriti a un braccio. I commenti degli "sfortunati" a questo episodio immaginario erano tutti negativi ("proprio a me doveva capitare, potevo rimetterci la vita"); invece, i "fortunati" sapevano ragionare in modo controfattuale, vedendo anche in questa circostanza un lato buono ("me la sono cavata bene, ho avuto solo un graffio... e forse verrò anche intervistato dalla TV").

I fattori importanti che Wiseman ha individuato nei "baciati dal destino" sono: sfruttare le occasioni favorevoli, cambiare le proprie abitudini, ascoltare di più il proprio intuito, pensare che le cose sarebbero potute andare peggio; guardare il futuro con ottimismo. 

D'altronde recentemente ricerche in campo medico confermano quanto dimostrato da Wiseman. Ad esempio il dottor Soresi sostiene che “il pensiero ci fa guarire o ammalare”, ovvero, che la forza di volontà o la paura verso qualcosa hanno un potenziale enorme nel decidere le conseguenze delle nostre vite. Soresi dice: "«La nostra salute dipende da un network formato da sistema endocrino, sistema immunitario e sistema nervoso centrale e nell’encefalo c'è l’interruttore in grado di accendere e spegnere le patologie non solo psichiche ma anche fisiche». Interessanti, da questo punto di vista, anche le ricerche e gli esperimenti di Bruce Lipton.

 

Attenzione, ora viene il bello.

Comunemente noi pensiamo alle cose che accadono come al casuale susseguirsi di eventi collegati tra loro da nessi di causa-effetto. Questo, ovviamente, ci fa credere fermamente nel fatto che, se faremo qualcosa, otterremo qualcosa di conseguenza. Se mangio un panino, ad esempio, lo masticherò, lo ingoierò, inizierò la digestione e tutte le fasi connesse al nutrimento. E se nel panino c'è qualcosa che mi provoca allergie? Il nostro corpo reagirà gonfiandosi, infiammandosi e via di seguito. Fatti del tutto conseguenziali, giusto? 

E se vi dicessero che non è così? O, almeno, che non è così e basta?

Abbiamo mai valutato l'effetto retrocasuale degli eventi? Ovvero che eventi futuri possano condizionare reazioni nel presente o, addirittura, nel passato?

Ebbene, questo è quello che succede comunemente nel microcosmo, al livello delle particelle che compongono ogni cosa. L'elettrone, per intenderci, è una particella, ma senza approfondire troppo di cosa sia fatta una particella in questa sede (basterà considerare che non è qualcosa di necessariamente solido e con una posizione, ma piuttosto appare più come un'"informazione localizzabile solo in talune circostanze"), dobbiamo sapere che le risposte delle particelle possono essere anticipative, ovvero, assumono un comportamento in relazione ad eventi che devono ancora accadere. Si "predispongono".

Alcuni esperimenti interessanti confermano che questo atteggiamento viene "trasportato" anche nel macrocosmo. Nel 2005, Tressoldi e i suoi collaboratori descrivono esperimenti da loro effettuati che mostrano come la frequenza del battito cardiaco reagisca allo stimolo prima che lo stimolo stesso venga determinato. Anche McCarty, Atkinson e Bradely in “Electrophysiological Evidence of Intruition” evidenziano forti risposte anticipatorie a stimoli futuri dei parametri elettrofisiologici del cuore. Che il cuore sappia già cose che noi ancora non sappiamo? Forse è per questo che si dice "và dove ti porta il cuore"...

Nessuno dice, però, "và dove ti porta la cute", eppure nel 2003 Spottiswoode e May, nell’ambito del programma di ricerca del Cognitive Science Laboratory, hanno replicato gli esperimenti di Bierman e Radin (Bierman e Radin, 1997) che mostrano un aumento statisticamente significativo della conduttanza cutanea 2-3 secondi prima della presentazione di stimoli a contenuto emotigeno. Tressoldi introduce l’ipotesi che i marcatori somatici (segnali emozionali) possano dipendere non solo dall’apprendimento, ma anche da flussi a ritroso dell’informazione! 

Dal canto suo, Luigi Fantappiè ha condotto ricerche sulle qualità di anticipazione tipiche dei sistemi viventi che avvalorano l’ipotesi di effetti retrocausali associati al sistema neurovegetativo (proprio dove il medico di cui sopra individua le zone predisposte all'autoguarigione). I sistemi viventi, concluderà, si nutrono di sintropia, ovvero di accadimenti ordinati e prevedibili. il problema è che l'ambiente dove vivono sono entropici, ovvero disordinati. Altrimenti sarebbe un gioco da ragazzi vincere ogni settimana al superenalotto! Eppure, una parte di noi, quella più "sensibile", sa essere anche sintropica e prevedere, anticipando eventi che saremo in grado di seguire, seppur anche di determinare.

 

Fantappiè afferma che l’essenza stessa dei sistemi viventi è la sintropia, cioè le onde anticipate, la soluzione negativa dell’energia che descrive onde ed energia che si muovono a ritroso nel tempo, dal futuro verso il passato. Secondo Fantappiè, il sentimento di vita è una proprietà intrinseca della sintropia in quanto le onde anticipate sono convergenti e portano ad assorbire energia ed informazione. Per Fantappiè le onde anticipate agirebbero innanzitutto tramite il sistema nervoso autonomo e prenderebbero la forma di sentimenti ed emozioni. 

 

Di più. Nel 1963, Lorenz scoprì l’esistenza di un attrattore che venne poi chiamato "attrattore caotico di Lorenz": questo attrattore, che non è altro che un intervento sintropico nell'entropia (ricerca di un ordine nel disordine) porta le perturbazioni microscopiche ad essere enormemente amplificatee e ad interferire con il comportamento macroscopico del sistema. Lorenz stesso descrisse questa situazione con la celebre frase: “il battito d’ali di una farfalla in Amazzonia può provocare un uragano negli Stati Uniti”. Pensate cosa potrebbe succedere ad una nostra preoccupazione che entra in contatto con un tale attrattore, ad esempio il pensiero "l'esame mi andrà male"; potremmo, senza volerlo, determinare il crollo dell'intera scuola appena messo il piede al suo interno! 

Secondo King, di questo apparente caos si alimentano i processi della coscienza. Inserendo nei sistemi “caotici” degli attrattori (sintropia) si generano, come mostrato da Mandelbrot, figure complesse e allo stesso tempo ordinate, note come frattali, capaci di riprodurre, spontaneamente e incredibilmente, forme presenti in natura quali, ad esempio, la forma del cervello, dei polmoni e dei bronchi, della stessa organizzazione neuronale, del sistema circolatorio umano, ma anche delle piante, delle foglie e dei fiori, dei coralli, etc. La vita, si può concludere (e assieme a lei la stessa coscienza e tutto ciò che attraverso di essa viene scaturito), esiste grazie alla possibilità di costringere e legare elementi entropici ad elementi, o atteggiamenti, sintropici.

 

Un ultimo dato che proviene direttamente dagli esperimenti di fisica quantistica che ha a che fare con l'entanglement, ovvero quella capacità di due particelle (o sistemi) di rimanere legate, o meglio "intrecciate" tra loro una volta entrate in contatto, ci insegna che gli accadimenti sono connessi tra loro in modo indissolubile, e questo nonostante lo spazio e il tempo che li divide. L'entanglement, cioè, dipende dallo stato di ciascun sistema, anche se essi sono spazialmente separati. Viene a volte reso in italiano con il termine "non-separabilità". Esso implica la presenza di correlazioni a distanza tra le quantità fisiche osservabili dei sistemi coinvolti, determinando il carattere nonlocale della realtà in cui vivono le particelle subatomiche.

 

Dunque, esiste la sfortuna? E, se esiste, cos'è davvero e da cosa dipende?

 

Potremmo dire che la risposta è assolutamente relativa e personale, proprio perchè abbiamo una grande responsabilità, lo abbiamo visto, nel determinare cosa ci accade, in base a ciò che è accaduto e che accadrà. In ultima analisi, dipende dal tipo di realtà che siamo in grado di ricreare intorno a noi, attraverso la nostra coscienza e le nostre emozioni. Ecco tutto.

Dato il carattere non-locale, e quindi fuori dal tempo e dallo spazio, la fortuna e la sua antagonista, la"sfiga", è un progetto che rimandiamo nel futuro e che si lega indissolubilmente a ciò che ci circonda relativamente al tipo di informazioni che portiamo con noi, nei nostri pensieri e nella nostra coscienza.

Secondo King, l’esercizio del libero arbitrio, cioè dalla necessità di dover scegliere tra informazioni provenienti dal passato e informazioni provenienti dal futuro, forma la nostra coscienza, ovvero la percezione che abbiamo, nel qui e ora, del presente.

In sintesi, siamo proprio noi che, costantemente, conformiamo il nostro futuro e facciamo in modo che accada in relazione a ciò a cui diamo valore, o su cui ci concentriamo. Qualcosa di simile alla "Legge di attrazione", di cui forse qualcuno avrà già sentito parlare. 

Mandaci

qualcosa

di

TUO

SAI GIOCARE A DARE?

Allo stesso modo, se compiamo rituali scaramantici, questi tendono ad interpretare schemi ordinati e sintropici che attraggono, proprio come attrattori di Lorenz, il caos, trattenendolo nelle geometrie frattaliche di una realtà desiderata. 

Od ancora, usando i talismani li carichiamo di senso e, così facendo, introdurremo ancora una volta un elemento che tende a dare un ordine (il significato conferito al talismano) all'interno di un sistema entropico. Comunicando con noi a livello emotivo, un talismano si lega al nostro ambiente passato, presente e futuro in modo attivo e collaborativo.

 

In sostanza, qual'è la soluzione ultima alla sfiga? Risposta: più di un ferro di cavallo, dei braccialetti brasiliani, delle coccinelle, dei quadrifogli o del vischio, è certamente l'abitudine ad un pensiero costruttivo, ad affermare cose in modo positivo, ad agire in relazione ad esse.

Come incentivare queste abitudini?

Ecco un vademecum proposto dal sito www.inconscio.it. Sono 7 modi o approcci con cui allenarsi a vincere la sfiga e pensare positivamente. Cliccate e... buona fortuna!